Dopo il disastro, migliaia di persone furono evacuate con la promessa che sarebbe stato solo per pochi giorni.
Ma per molti quegli “ospiti temporanei” l’esilio durò tutta la vita.
Eppure, centinaia di anziani decisero di tornare nei loro villaggi contaminati.
Seduti intorno al fuoco, raccontavano storie, ricordavano i defunti e continuavano a coltivare la loro terra, sfidando il rischio invisibile delle radiazioni.
Li chiamavano i “ritornati”: uomini e donne che preferirono morire a casa loro piuttosto che vivere lontani dalle radici.





























