Dopo l’esplosione del reattore di Chernobyl, l’aria fu pervasa da una nube invisibile ma letale.
Le conseguenze furono immediate e crudeli: gli animali e gli uccelli caddero a terra senza vita, incapaci di fuggire a ciò che non potevano vedere.
Questa scena, una strada di Pripyat coperta di corpi senza vita, rimane uno dei simboli più forti della tragedia.
Un silenzio irreale che racconta meglio di mille parole la potenza devastante delle radiazioni.





























