La scena mostra un grande parcheggio trasformato in un cimitero di automobili arrugginite, lasciate a marcire dopo l’evacuazione di Chernobyl.
Le vetture, molte delle quali tipiche dell’epoca sovietica, sono allineate in file infinite, tutte segnate dal tempo e dall’abbandono.
Questo luogo testimonia la vita improvvisamente interrotta degli abitanti di Pripyat e il destino di oggetti comuni diventati relitti radioattivi.
Ogni macchina racconta una storia sospesa, congelata dal più grave disastro nucleare della storia.





























