Seduti su una panchina lungo un viale di Pripyat, un padre abbraccia con forza la propria figlia, cercando di infonderle coraggio e protezione. I palazzi sovietici fanno da sfondo, ma l’attenzione resta tutta sulla loro umanità: lo sguardo serio dell’uomo e l’espressione triste della bambina raccontano l’incertezza e la paura di quei giorni. Una scena intima che simboleggia il dramma delle famiglie costrette a lasciare per sempre la loro casa.





























